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I nostri “prodotti” sono realizzati mediante l’impiego di calcestruzzo (conglomerato cementizio) costituito da una miscelazione di aggregati naturali (inerti di cava), sabbia e ghiaia o pietrisco, legati tra loro da una pasta di cemento e acqua ed eventualmente integrato con additivi per esaltare o modificare alcune sue caratteristiche.

Quando i riferimenti normativi relativi ai “prodotti” stessi richiedono l’impiego di calcestruzzo armato, il conglomerato cementizio viene integrato con apposita armatura costituita da barre di acciaio e/o reti elettrosaldata opportunamente sagomate/lavorate e interconnesse fra di loro.

 

Inerti

 

Gli inerti costituiscono la percentuale prevalente in peso e volume del calcestruzzo, quindi per la buona riuscita dello stesso si utilizzano solo inerti di qualità conformi alle normative attuali vigenti. A tale scopo, la cava nostra fornitrice ci consegna gli inerti che oltre ad essere rispondenti alle normative sono anche preventivamente “lavati” in modo che risultino privi di impurità, cioè privi di argilla e/o materie organiche che interponendosi potrebbero ostacolare l’aderenza tra il cemento/legante e l’inerte stesso. Inoltre nelle miscelazione degli inerti si pone particolare cura onde ottimizzare la curva granulometrica, utilizzando inerti a grana grossa (ghiaia o pietrisco) e inerti a grana fine (sabbia). 

Granulometria:

Sabbia normale 0÷8 mm

Ghiaietto 5÷20 mm

Sabbia frantumata 0÷2,5 mm

Pietrischetto 7÷12 mm

Pietrischetto 12÷22 mm

Quando i nostri “prodotti” richiedono caratteristiche tecniche di colorazione simili ad una determinata pietra naturale, gli inerti tradizionalmente impiegati vengono sostituiti totalmente o parzialmente da granulati e/o ciottoli di marmo derivanti dalla frantumazione della pietra naturale stessa.

Granulometria:

Granulati di marmo

Ciottoli di marmo

 

Legante

 

Il cemento Portland è il tipo di cemento più utilizzato come legante nella preparazione del calcestruzzo per le sue notevoli proprietà idrauliche. La pasta cementizia (cemento+acqua) viene impiegata come legante e miscelata con gli inerti per ottenere il calcestruzzo: l’acqua combinandosi con il cemento nel fenomeno dell’idratazione, dà luogo alla “presa” che trasforma l’impasto in una massa solida. L’acqua da usare nell’impasto deve essere il più possibile pura in quanto la presenza di impurità va ad interferire con la “presa”, provocando una riduzione della resistenza del conglomerato. Inoltre l’acqua svolge anche la funzione di fluidificante nell’impasto, rendendolo sufficientemente malleabile e facilmente lavorabile.

 

Cemento Portland al calcare tipo II A-LL 32,5R UNI ENV197-1
Cemento Portland al calcare tipo II A-LL 42,5R UNI ENV197-1
Cemento Portland al calcare tipo II B-LL 32,5R BIANCO UNI ENV197-1

 

Additivi

Gli additivi impiegati nell’impasto producono particolari modifiche nelle proprietà del calcestruzzo con miglioramento delle caratteristiche tecniche dello stesso.

 

In genere si utilizzano i seguenti tipi  di additivo:

  • acceleranti;
  • fluidificanti;
  • impermeabilizzanti;

 

 

Ossidi

 

Gli ossidi vengono utilizzati per conferire una determinata colorazione “pastello” all’impasto che viene impiegato per la realizzazione dei nostri “prodotti” utilizzati nell’ambito dell’arredo urbano.

 

In genere si utilizzano i seguenti tipi  di additivo:

  • Ossidi di ferro granulare;

 

Armatura

 

L’armatura è l’insieme degli elementi in acciaio, opportunamente sagomati e posizionati, che conglobati al calcestruzzo ne complementano la resistenza strutturale. Le “barre in acciaio” utilizzate per il composizione dell'armatura hanno una sezione circolare con la superficie esterna dotata di particolari nervature che hanno la funzione di migliorare l'aderenza della barra stessa nell’interno dell’impasto del calcestruzzo.

In alternativa alle “barre in acciaio” viene utilizzata “rete elettrosaldata” a diametro e maglie a passi variabili.

 

Impasto

 

Il confezionamento dell’impasto di calcestruzzo viene realizzato nelle centrali di betonaggio dello stabilimento, tramite appositi impianti mescolatori dotati di un sistema automatico di gestione. Gli inerti di cava raccolti in apposite tramogge vengono convogliati al mescolatore tramite nastri trasportatori dotati di dispositivi di misurazione di dosaggio. I materiali polverulenti (cementi), immagazzinati in silos, sono convogliati prima alla bilancia dosatrice tramite coclee di estrazione e poi scaricati nel mescolatore. L'acqua e gli additivi liquidi o in granuli, dosati con appositi dispositivi, vengono aggiunti nel mescolatore in fase di miscelazione. Terminata la fase di confezionamento, l’impasto di calcestruzzo viene trasferito dalla centrale di betonaggio ai vari “impianti produttivi” dislocati in stabilimento tramite nastri trasportatori o carrelli dumper.

La tipologia dell’impasto di calcestruzzo da impiegare è strettamente correlata al tipo di impianto produttivo da alimentare e/o al prodotto che s’intende realizzare. Definita la curva granulometrica degli “inerti” e il dosaggio del “cemento”, si stabilisce la tipologia di “consistenza” d’impasto che si vuole adottare onde garantire l’idonea “lavorabilità” dello stesso. La “consistenza” dell’impasto/calcestruzzo “fresco” è indice delle proprietà e del comportamento dello stesso nell'intervallo di tempo tra la produzione e la compattazione dell'impasto in sito nella cassaforma.

Tali fattori consentono di ottenere “getti” compatti, privi di cavità e di difetti. La compattazione viene in ogni caso migliorata con la vibrazione e/o con l’aggiunta di “additivi”.

 

Tipologie di calcestruzzo:

 

- calcestruzzo vibrogettato: il calcestruzzo con “consistenza” di tipo  “fluida/semifluida” impiegato nel modo tradizionale d’uso, cioè “gettato” in apposite casseri/stampi in ferro che conferiscono “forma” all’impasto stesso, ha come caratteristica tecnica la “plasticità” e lavorabilità dello stesso; i tempi di “presa” di questo tipo di calcestruzzo permettono lo “scasseramento” dopo uno/due giorni dall’esecuzione del “getto”. Con questa tipologia di impasto, la produzione giornaliera di un  “manufatto” è strettamente correlata al numero di casseri/stampi impiegati nell’operazione stessa, poiché solo a “scasseramento” avvenuto gli stessi possono essere reimpiegati per una successiva  e medesima lavorazione.

- calcestruzzo vibropressato: il calcestruzzo con “consistenza” di tipo “umida” contrariamente a quello tradizionale d’uso presenta come caratteristica tecnica l’impiego di una minima quantità d’acqua nell’esecuzione dell’impasto stesso. Detto tipo di impasto viene “lavorato” tramite l’impiego di speciali “impianti oleovibro-pressanti” a “sformatura immediata” (tubiere/blocchiere/banchi vibranti) che sopperiscono, mediante l’azione di  “vibropressione e compattazione”, alla minor “plasticità” e “lavorabilità” dell’impasto stesso. Contrariamente ai tempi di “presa e scasseramento” necessari nell’impiego tradizionale del calcestruzzo “gettato”, la suddetta modalità di “lavorazione” applicata a questa tipologia di impasto consente la “sformatura/scasseramento” immediata del “manufatto” con il conseguente vantaggio di potere reimpiegare immediatamente i casseri/stampi per una successiva e medesima produzione. Quindi una maggiore produzione giornaliera.  

La tipologia dell’impasto di calcestruzzo unitamente alla tipologia di “lavorazione” applicata allo stesso contribuiscono, in parte, a determinare la “rifinitura” superficiale del “prodotto/manufatto”.

 

RIFINITURA

Normalmente il processo produttivo iniziale conferisce ai nostri “prodotti” la loro  forma e il loro aspetto definitivo. Per alcuni “prodotti” però sono previsti trattamenti e/o lavorazioni da realizzare successivamente all’operazione di scasseramento e prima che il “legante” abbia completato la fase di maturazione. Tali trattamenti e/o lavorazioni conferiscono al “prodotto” una sostanziale e ben definita caratteristica estetica.

Le tipologie di “rifinitura a vista” dei nostri prodotti possono essere le seguenti:

rifinitura  “normale”: è quella derivante dallo scasseramento senza ulteriori trattamenti e/o lavorazioni sul manufatto dopo la suddetta operazione. Tale rifinitura può essere “liscia” se l’impasto di calcestruzzo impiegato ha una “consistenza” di tipo “fluida/semifluida” (calcestruzzo vibrogettato) oppure “ruvida” se l’impasto di calcestruzzo impiegato ha una “consistenza”  di tipo “umida” (calcestruzzo vibropressato).

rifinitura “levigata”: tale lavorazione, eseguita tramite apposita attrezzatura, viene eseguita per ottenere la superficie “a vista” del manufatto stesso “liscia” e priva di pori capillari onde evitare l’eventuale fenomeno di ristagno d’acqua e sede di sporcizia con eventuale danno estetico al manufatto.

rifinitura in “ghiaietto lavato”: la rifinitura ottenuta mediante una particolare operazione di lavaggio eseguita sulla parte superficiale “a vista” del manufatto dopo lo scasseramento dello stesso e prima che il legante abbia completato la fase di “presa”. Tale lavorazione ha lo scopo di eliminare tutte le impurità e/o residui d’impasto relativo al processo di produzione, mettendo cosi in risalto la colorazione naturale dei granulati o ciottoli di marmo e quindi l’aspetto estetico del manufatto stesso.

rifinitura “ spazzolata o martellinata”: tale lavorazione viene eseguita con impiego di apposita attrezzatura per “zigrinare/graffiare” oppure “martellinare” e frammentare le particelle di inerti (granulati di marmo) presenti sulla superficie “a vista” del manufatto al fine di conferire alla superficie dello stesso una grado di ruvidezza con proprietà “antiscivolo” oppure con aspetto estetico simile alla pietra naturale.