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Il “pozzo perdente” è un tipo pozzo che nei tempi passati era utilizzato per convogliare nel sottosuolo e quindi disperdere in esso, tutti quei rifiuti liquidi che non si sapeva come smaltire diversamente. In genere si trattava di liquami di provenienza umana e/o animale ma sono noti, con l'avvento dell'era industriale, i casi di inquinamento delle falde acquifere da parte dei liquami industriali carichi di metalli pesanti.
Questa situazione si riferisce al passato, in quanto le più recenti normative nazionali, vietano l'utilizzo di pozzi perdenti per lo sversamento di liquami o di reflui industriali senza che abbiano subito preventivamente gli opportuni trattamenti di “chiarificazione o depurazione” atti al raggiungimento dei parametri previsti dalle normative prima del loro sversamento nel sottosuolo.
I “pozzi perdenti” vengono utilizzati per la dispersione nel terreno dei liquami provenienti dalla “chiarificazione” effettuata con le “fosse biologiche o settiche” oppure per disperdere nel terreno acque meteoriche per alimentare le falde acquifere. Devono essere ubicati lontano dai fabbricati, dalle aree pavimentate o altre sistemazioni che possono ostacolare l’aerazione del terreno interessato; in presenza della “falda” acquifera, il fondo del “pozzo perdente“ deve essere ad una quota non inferiore di 2 metri rispetto al livello superiore della “falda”; deve essere ad una distanza di almeno 50 metri da qualunque tipo di condotta, serbatoio o altra struttura destinata al servizio di acqua potabile.
Il dimensionamento dello sviluppo della parete perimetrale forata/diametro del “pozzo perdente” è determinato dalla tipologia del terreno considerato per la dispersione delle acque. La capacità del “pozzo perdente” non deve essere inferiore alla capacità della “fossa di chiarificazione” a monte del “pozzo” stesso; quando lo schema di dispersione prevede l’utilizzo di più “pozzi perdenti”, la distanza da interporre fra gli assi dei “pozzi” non deve essere inferiore ad almeno quattro volte la dimensione del diametro.
I nostri “pozzi perdenti” sono realizzati con “anelli forati” prefabbricati in calcestruzzo vibropressato, di vario diametro, prodotti con impianti tecnologici fra i più moderni nel campo della vibropressione. Il calcestruzzo vibropressato confezionato con appositi mescolatori è costituito da un impasto di cemento opportunamente dosato con inerti lavati di cava aventi granulometria adeguata; l’armatura è adeguata ai carichi di esercizio d’uso.

Tabella Pozzi perdenti
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POZZI PERDENTI
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Codice
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Diametro
cm
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Elemento
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Dimensioni
cm
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Capacità
litri
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Peso
Kg
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AF4110
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100
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Anello
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390
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190
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AF4120
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125
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Anello
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610
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280
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AF4200
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Anello riduttore
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370
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AF4130
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150
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Anello
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880
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370
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AF4210
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Anello riduttore
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500
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AF4140
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200
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Anello
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1570
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540
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AF4220
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Anello riduttore
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750
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POSA IN OPERA
Esecuzione dello scavo: eseguito con mezzo meccanico, deve essere eseguito con le pareti laterali verticali oppure con l’inclinazione secondo la tipologia del terreno e dimensionato in modo che possa consentire lo svolgimento delle operazioni di lavoro;
Formazione della fondazione/ piano di posa: la capacità portante del “pozzo perdente” dipende dalla corretta preparazione del piano di posa: in sostituzione della platea di fondo, si pone uno strato di pietrame e pietrisco per uno spessore di circa 40-50 cm;
Posa del “pozzo perdente”: gli “anelli forati” in calcestruzzo devono essere posizionati l’uno sull’altro senza che la sigillatura dei giunti; intorno alla parete forata del “pozzo perdente” si pone uno strato di pietrisco, sistemato anch’esso ad anello, per uno spessore in senso orizzontale di circa 80-100 cm: il pietrame in corrispondenza delle “feritoie” deve avere una grossezza maggiore rispetto a quello posto più esternamente, per facilitare il deflusso delle acque;
copertura del “pozzo”: la tipologia dell’elemento di copertura da utilizzare è strettamente correlata ai carichi di esercizio d’uso;











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